Matteo Capuzzi:
26, from Brescia (Italy):
travelling, streetphotographing, iphoneographing, swimming.. experiencing.
Pics edited on iPhone through iOS apps and published on Instagram (MattChinaski).
Così si definisce Matteo, per tutti, ormai, @MattChinaski.
Abbiamo fatto due chiacchiere.
Enjoy
Rfm: Allora, Matt, secondo te, la gente che fa le foto con un telefono sta bene ?
Matt: Credo che non stiano né meglio, né peggio del resto della gente: semplicemente hanno trovato un modo facile ed immediato di esprimersi e comunicare attraverso immagini..
Anche se a ben pensarci forse se stessero davvero bene non avrebbero nemmeno questa necessitá di esternare le proprie irrequietudini attraverso delle fotografie fatte con un telefono. Credo che il vantaggio principale della mobilephotography sia l’immediata possibilità di condividere ciò che vediamo/sentiamo con un numero potenzialmente illimitato di persone, conosciute o meno. Se il fine che ci porta a preferire una foto fatta con un iPhone é proprio quello, evidentemente siamo tutti sotto una specie di auto-terapia di gruppo, ergo bene bene non stiamo….
Rfm: oltre all’iphone, cosa usi per le foto ?
Matt: Oltre all’iPhone 4 utilizzo una Canon EOS1000D su cui monto uno zoom 18-200 (specialmente durante in viaggi) in quanto mi permette di catturare anche soggetti distanti che con l’iPhone perderei, sebbene nell’ultimo periodo stia facendo un po’ di pratica con una focale fissa da 50mm, più consona per la street vera e propria. L’iPhone invece mi risulta molto comodo per la Streetphotography “ravvicinata” in quanto passa più inosservato oppure si può sempre fingere di stare trafficando con qualche applicazione per non destare sospetti. La Canon la utilizzo da poco più di due anni: l’ho acquistata alla fine del 2009, anno in cui ho iniziato a viaggiare con una maggiore frequenza.. L’iPhone invece é stato il mio primo Smartphone e ne faccio uso da poco più di un anno. La passione per la fotografia é nata principalmente dalla volontà di custodirmi i ricordi dei viaggi fatti, ma inutile dire che l’ultimo anno trascorso su Instagram ha acuito questa “patologia” portandomi a cambiare di molto sia il mio stile che le mie motivazioni. Mi capita di condividere anche foto reflex che però modifico sempre unicamente su iPhone con le svariate apps disponibili, non perché voglia rispettare una qualche regola non scritta ma semplicemente perché lo trovo molto più semplice, veloce ed immediato del computer, sebbene si debbano accettare compromessi in termini di qualità della resa finale, soprattutto quando si esportano sul “grande schermo”. Dovendo stare tutto il giorno davanti al PC per motivi di lavoro mi piace l’idea di arrivare a casa la sera e potermi buttare sul divano, scegliendo ed elaborando in pochi minuti una foto che rispecchi il mio stato d’animo in quel preciso momento. Lo stesso discorso vale per la condivisione in mobilità, che significa poter elaborare e pubblicare foto in qualsiasi posto mi trovi, in viaggio oppure nei ritagli di tempo..
Rfm: mi dai la tua definizione di streetphotography ?
Matt: Più che una definizione ti posso dire il modo in cui la intendo io, che non necessariamente deve essere una interpretazione universale.. Il mio nick (o meglio parte di esso) é lo pseudonimo che un celebre scrittore utilizza per parlare di sè stesso nei propri romanzi, senza metterci direttamente la faccia. Ecco, la street per me forse é un po’ la trasposizione di questo stratagemma letterario in ambito fotografico: esprimere qualcosa di noi stessi attraverso gli altri, sia esso uno stato d’animo, una passione o anche semplicemente qualcosa che ci diverte. Non necessariamente ci si deve identificare nel soggetto ritratto: a volte il semplice fatto che una particolare situazione o un personaggio abbia attirato la nostra attenzione riesce a dire qualcosa su di noi. Così come la fotografia in genere mi ha insegnato ad osservare più attentamente il mondo ed i posti in cui mi trovo, la streetphotography mi ha spinto a scrutare con maggiore curiosità i volti ed i personaggi che incrocio per strada, cercando di cogliere attraverso quel preciso istante in cui la mia strada si é incrociata con la loro qualcosa della storia che si portano dietro. Proprio per questo ho iniziato (seguendo l’esempio di bravi fotografi che hai già avuto modo di conoscere) ad allegare alle foto un titolo o una citazione che mi aiutano ad esprimere più chiaramente ciò che cerco di comunicare con la scena ritratta, sebbene mi faccia piacere che ognuno si senta libero di leggerla a proprio modo. La street é anche un modo per cercare di capire meglio la società in cui viviamo, perché essendo sempre di corsa non ci é mai possibile soffermarci ad osservare con calma uno sconosciuto e cercare di carpirne i segreti pur senza dialogarci mentre l’istante congelato di uno scatto rimane li disponibile ad una più attenta analisi.. più volte mi accade di notare in una mia foto un dettaglio a cui non avevo posto attenzione al momento dello scatto: una persona nascosta, un gioiello celato, uno sguardo fugace o una particolare gestualità che caratterizzano maggiormente il personaggio. In sostanza mi piace vederlo come un circolo virtuoso: osservando gli altri cerco di arricchirmi e di conseguenza sono spinto ad avere più cose da dire o comunicare, e quale modo migliore di farlo se non attraverso le stesse persone che mi hanno ispirato?
Rfm: che ne pensi di instagram ?
Matt: Se mi chiedi cosa ne penso della community in generale ti devo dire che sono piuttosto deluso dalla piega che ha preso in poco tempo IG man mano che ne é cresciuta la popolarità.. Purtroppo é difficile mantenere alta la qualità quando ci sono così tanti utenti e anche Instagram sta finendo col diventare uno specchio della società attuale (come lo é Facebook), su cui pubblicizzare qualsiasi tipo di contenuto pur di aver il proprio istante di popolarità. Ha generato o forse solo acuito una sete di attenzione e di riconoscimento personale che ben poco ha di costruttivo, portando i numeri ad essere più importanti delle persone e delle foto stesse. Se fosse solo per la community in genere l’avrei già mollata da un pezzo, ma a trattenermi é il MIO instagram, ovvero quello sparuto gruppetto di persone che seguo quotidianamente o con cui semplicemente ho scambi di opinioni e battute. Paradossalmente é il lato più “social” di IG che mi mantiene ancora li, perché col tempo ho conosciuto utenti molto interessanti e artisticamente dotati che in diverse occasioni si sono trasformati in persone in carne ed ossa, permettendomi di apprezzarne maggiormente il talento e la personalità. É solo perdendo di vista il numero di followers o di like o di popular che son riuscito a riappropriami di una dimensione che sento più consona al mio modo di vedere e di vivere questa community. Non c’è nessun numero di likes che possa eguagliare il piacere di ricevere il commento di una persona per la quale una tua foto ha significato qualcosa, almeno per quanto mi riguarda. Non so che fine farà IG seguendo questa rotta, ma so che se anche dovesse prima o poi implodere per eccessiva banalità intrinseca sarei comunque grato a questo network perché mi ha dato occasione di conoscere persone che son sicuro continuerei a sentire e frequentare anche se mai decidessi di “spegnere” MattChinaski. Al momento non ho moltissimo tempo da dedicare a questo tipo di attività quindi la dimensione che si é venuta a creare nell’ultimo periodo mi permette di sentirmi più a mio agio, senza ansie per non esser riuscito a rispondere a tutti i commenti di una foto che magari ne ha ricevuti decine e cercando invece di stringere i rapporti umani con le persone che seguo. Ecco, una piccola nota al riguardo perché ho spesso paura di essere frainteso: il fatto che io tenga il più limitato possibile il numero di persone che seguo non é dovuto ad una qualche forma di snobbismo o chissà quale senso di superiorità ma semplicemente perché quella é la dimensione che la mia memoria ed il mio tempo libero mi consentono di gestire. Generalmente cerco di non perdermi nessuna delle foto che attraversano il mio feed perché mi piace seguire la crescita o anche semplicemente la quotidianità degli utenti con cui ho maggiori rapporti. Credo in sostanza che la dimensione reale del “mio” IG sia poco più esteso di quel terzo numero che trovi sul mio profilo, ed é così che mi piace che sia. L’unica cosa di cui sento la mancanza é un maggiore confronto anche in termini critici, perché forse per eccesso di zelo si tende ad esprimere la propria opinione solo quando qualcosa piace e non viceversa
Rfm: Come scatti e che applicazioni usi ?
Matt: Per lo scatto uso principalmente la fotocamera nativa oppure Hipstamatic, in base alle situazioni. Quando sono per strada ed ho intenzione di rubare qualche scatto solitamente apro Hipstamatic e poi blocco il telefono, in modo che a seconda del soggetto e delle condizioni di luce posso scegliere se fare uno slide verso l’alto per accedere alla fotocamera nativa (trovo molto comodo l’aggiornamento della lockscreen di iOS 5.1) oppure sbloccare l’iPhone e trovarmi Hipstamatic già pronto allo scatto. Volendo fare essenzialmente candid e street il tempismo è fondamentale, dal momento che l’iPhone non è per niente un fulmine a scattare quindi bisogna avere una certa fortuna nel riuscire a “prevedere” lo scatto senza rischiare di ritrovarselo alle proprie spalle. Preferisco utilizzare la fotocamera nativa in condizioni di scarsa luce oppure quando non sono sicuro di riuscire ad inquadrare la scena entro un quadrato, mentre quando c’è una buona illuminazione cerco di fare due o tre scatti (se c’è tempo) con Hipstamatic, di solito uno in bianco e nero ed uno a colori. Solo in certe situazioni di forte contrasto o controluce provo a scattare con ProHDR (o TopCamera in alternativa), che restituisce un’ottima resa sia del paesaggio che del cielo, ma per via del tempo che impiega a fare i due scatti alle differenti esposizioni si presta poco a scatti in stile street.
Per quanto riguarda la post production non potrei mai fare a meno di Snapseed: semplice, immediata e con altissima possibilità di regolare l’intensità degli effetti; il drama (usato con parsimonia), l’effetto atmosfera e la correzione locale hanno resuscitato molti scatti che parevano indecenti, oppure mi han permesso di evidenziare particolari importanti. Per la vignettatura, quando non mi aggrada il vintage di Snapseed (che trovo più delicato) utilizzo NoirPhoto, in quanto permette di dosare meglio sia la forma della vignetta che l’intensità del contrasto. Quando voglio “sporcare” un po’ l’immagine e talvolta anche per vignettarla uso PicTools o PicFx: di questi mi piace la possibilità di sovrapporre, combinare e dosare gli effetti. Infine una menzione per TouchRetouch: per quanto non sia del tutto coerente con l’etica prettamente street, in alcuni (rari) casi mi piace poter far sparire degli elementi che mi sembrano disturbare la scena o limitarne l’immediatezza, senza alterare troppo la realtà.A livello di gestione dell’account Instagram mi sento invece di consigliare la poco nota MyInstaAlbum, che sincronizza con DropBox e Facebook ma soprattutto permette di archiviare lo storico di IG sulla memoria del telefono e di consultarlo facilmente per tag, data o luogo, scorrendo agilmente anche fino ai primi post senza tempi d’attesa..
Rfm: Che ne pensi di Hipstamatic?
Matt: Con Hipstamatic “brucio” diversi scatti a causa di effetti che hanno scurito troppo la scena oppure me ne hanno oscurato il soggetto, ma devo dire che imparando a scegliere le combinazioni e le inquadrature giuste e con un po’ di pazienza consente di ottenere risultati eccezionali, che non sono ancora riuscito a ricreare nemmeno con tutte le app di post production che ho sul telefono. Qualsiasi cosa succeda in quei secondi che intercorrono tra lo scatto e lo “sviluppo” dell’immagine, è qualcosa di straordinario perché riesce ad arricchire una scena anche banale con effetti di luce ed ombra di grande impatto.
Rfm: Chi sono i tuoi igers preferiti ?
Matt: Beh, tre dei miei “stalkers” preferiti li hai già intervistati in precedenza, quindi non serve che spenda altre parole su questi elementi se non per raccomandare a chi ancora non li conoscesse di leggere le loro interviste e guardare i loro feed. Dovendo scegliere preferisco citarti degli IGers italiani che fanno principalmente street, per continuare il discorso fin qui avviato. La prima persona a cui ho pensato nel leggere la domanda è Giovanna (@Giovanna65), che ho la fortuna di conoscere anche di persona e che riesce sempre a stupirmi o divertirmi con le sue combinazioni di scatti e captions… Un altro “stradaiolo” che ho conosciuto solo recentemente ma che apprezzo molto è Massimiliano (@Ethan10) per i suoi ottimi bianchenneri. Di genere un po’ più variegato ed estroverso ma sempre molto interessante è Giacomo (@eljacker), mentre volendo azzardare una scommessa su una “matricola” ti butto lì Monica (@temonica77).
Rfm : Grazie Matt ….
Matt: Grazie a te Raffaele, è stato un piacere mettere insieme un po’ in ordine le idee su questa passione comune.
Ndr : Hank Chinaski
Photo By matteocapuzzi:
The thin line // Bergamo Alta // Hipstamatic (Scattata con Instagram presso Bergamo Alta)
Quattro chiacchiere (anche otto dai) con @RaffaMuffin ..Gracias amigo! ;)
La pura verità
Quattro chiacchiere (anche otto dai) con @RaffaMuffin ..Gracias amigo! ;)
Matteo Capuzzi: 26, from Brescia (Italy): travelling, streetphotographing, iphoneographing, swimming.. experiencing....